Lo “champagne del tè” alle pendici dell’Himalaya
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Lo “champagne del tè” alle pendici dell’Himalaya

Prendete la teiera, versate l’acqua bollente nella tazza, aggiungete due cucchiaini di “Afternon Darjeeling”, noto come lo Champagne del tè, e assaporate un sorso di India. Una sottile fragranza moscata  pervade i sensi e vi accompagna su  colline aspre, ammantate di verde, facendovi scorgere le cime innevate dell’Himalaya attraverso la sottile bruma. Benvenuti nel regno del tè.
La regione del Darjeeling si trova nell’India Nord Occidentale e vanta circa 70 giardini di tè ad una quota ideale di 500 mt. Le piantagioni centenarie, tra le migliori del mondo, sono opera della Compagnia delle Indie orientale che nel 1780 disboscò porzioni di jungla per fare spazio a case coloniali, dal sapore romantico, e alle piantagioni dell’ottimo tè che è oggi vanto della regione e fonte di turismo, grazie alle bellezze naturali e all’organizzazione sempre più efficiente elle strutture ricettive.
Ogni volta che torniamo a Glamburn Tea Estate, per le nostre consuete visite alla ricerca di nuovi stimoli e percorsi da proporre, abbiamo la fortissima sensazione di essere catapultati indietro nel tempo. La struttura, totalmente in stile coloniale è immersa in una piantagione di tè. Le raccoglitrici, stanche ma sempre gentili e sorridenti, ci accolgono festanti. Quello che si prova, è un senso di grande serenità, che ogni volta si rinnova, come fosse la prima. Questa volta abbiamo scelto la Rung Dung Sweet, che si affaccia direttamente sul Kanchenjunga Mountain Range, tra arredi antichi coloniali originali combinati con gusto con elementi di recente restauro. L’alba sulle cime dell’Himalaya è uno spettacolo di cui non ci si stanca mai. Dopo un po’ di riposo, è sempre una nuova emozione ripercorrere le strade del tè e degustarne, con la guida di esperti, le diverse varietà che ormai riusciamo a riconoscere quasi del tutto da soli. Camminare per ore nei giardini e ritrovare la comodità elegante ma rispettosa del contesto, è una delle caratteristiche che ci porta ad amare questi luoghi.
La città di Darjeeling prende il nome da un monaco tibetano, Dorghe, e dal suo compagno, Ling. I due religiosi abitavano sulla collina in un antico tempio sovrastato dall’imponente Kangchendzonga, monte ricco di mistero che, secondo le leggende indiane più antiche, è dimora di Shiwa, gran creatore del mondo.
In questo luogo ricco di vegetazione, di colori intensi che vanno dal verde acceso delle foglie del tè, all’azzurro del cielo che sfuma di bianco verso la catena dell’Himalaya, il tempo sembra cristallizzarsi tra mito e leggenda.
Una passeggiata tra le piantagioni, soprattutto durante il periodo della raccolta, è l’ideale per rigenerare corpo e mente. I braccianti colgono a mano, da ogni singola pianta, solo le ultime 26 foglie e la gemma apicale. Le staccano con le unghie con un rapido movimento delle dita e le posano nel cesto dietro le spalle.
La “Regina della collina”, nome dato al luogo dai suoi abitanti, produce raccolti quattro volte l’anno, offrendo aromi differenti a seconda del periodo di raccolta.
Ecco quindi la fragranza più delicata, che si coglie in primavera, la First flush; la In Between, fragranza media che si coglie a fine maggio; quella più corposa che si ottiene al principio dell’estate, Second flush; e l’Autumnal, leggermente fruttata tipica dell’autunno.
Queste rinomate piantagioni di Camelia Sinesis, sono certificate dal Tea Bord of India, che garantisce l’assoluta qualità di questa varietà di tè neri.
Uno sguardo allo stabilimento dove avviene la lavorazione delle piante, pervaso dal profumo inconfondibile, è un’esperienza unica, ricca di fascino e gusto.
Restate seduti, assaporate un altro sorso del vostro tè, respirate profondamente l’aria frizzante e salutate l’Himalaya che si dissolve lentamente nelle luci della sera.

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