Uganda – Rwenzori Trekking

Un massiccio montuoso avvolto dalle nebbie e dal mistero!

Già nell’antichità il geografo Tolomeo aveva descritto nella sua Geografia dell’Africa equatoriale “le Montagne della Luna, le cui nevi alimentano i laghi sorgentiferi del Nilo”.

Molti secoli dopo, nel 1888, il giornalista-esploratore inglese Henry Stanley, percorrendo la pianura costiera sud occidentale del Lago Alberto aveva intravisto “una nube di forma particolare, di un magnifico colore argento, che assumeva le proporzioni e l’apparenza di una grande montagna ricoperta di neve”.

Pur non riuscendo a raggiungerla, l’esploratore inglese confermò la tenace tradizione secondo cui la fonte del Nilo andasse ricercata nei grandi laghi alimentati da misteriose montagne ricoperte di neve. Bastò un’occhiata per rendere improvvisamente reale la fantasiosa immagine di Eschilo di un “Egitto alimentato dalle nevi”.

Sarà Luigi Amedeo di Savoia, nel giugno del 1906, il primo a compiere con successo una ricognizione completa dell’intero sistema montuoso e a redigerne una cartografia dettagliata. Al seguito di una carovana di 300 portatori locali, la sua spedizione si avventurò in una selva tropicale mai vista: una intricata foresta montana coperta da muschi, licheni e piante che raggiungevano dimensioni gigantesche. Possiamo solo immaginare lo stupore che uno scenario simile possa aver provocato sull’esploratore italiano.

Allo stesso modo oggi possiamo immergerci nei differenti ecosistemi in cui è articolata la regione: le pianure (1.000 – 2.000 m), le foreste montane (2.000 – 3.000 m), le foreste di bambù (2.500 – 3.500 m), la zona Heather/Rapanea (3.000 – 4.000 m) e i terreni afro-alpini (4.000 – 4.500 m). Alle altitudini maggiori alcune piante (come le lobelie) possono raggiungere dimensioni decisamente inconsuete. Tra le sei vette principali del massiccio, il monte Stanley rappresenta con i suoi 5.109 m la terza catena montuosa africana per altezza dopo il Kilimangiaro e il Kenya, gli unici territori africani in cui si possano riscontrare condizioni ambientali altrettanto singolari. Non ci sono animali di grossa taglia ma i più diffusi sono scimpanzé, scimmie e leopardi – anche a 4.000 m. di altitudine. Il Parco ospita anche quasi 200 specie di uccelli, tra cui il più conosciuto è senza dubbio il Turaco del Rwenzori.

Per tutte queste caratteristiche il trekking lungo il “Circuito Centrale” del Rwenzori può essere a ragione considerato uno dei più impegnativi e, allo stesso tempo, più affascinanti dell’Africa. L’ascensione al Picco Margherita (in questa proposta opzionale e non inclusa nella quota) è in grado di completare il trekking con un’esperienza intensa e difficilmente paragonabile, una meta di grande soddisfazione per chi vuole mettersi alla prova.

Allo stesso modo sono indicate altre due possibili estensioni: una al Queen Elizabeth National Park (1 giorno aggiuntivo) ed una comprensiva del Gorilla Trekking nel Bwindi Impenetrable National Park e del lago Mburu (in tutto 3 giorni aggiuntivi).


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La scheda
  • Giorni 11
  • Quota a partire da € 2.740
  • Periodo consigliato: dicembre-febbraio e giugno-settembre
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Highlights
  • Il “Circuito Centrale”: trekking sulle Montagne della Luna, mai troppo esigente ma con qualche sfida lungo il percorso
  • Attraverso 5 differenti ecosistemi: pianure, foreste montane, foreste di bambù, zona Heather/Rapanea e terreni afro-alpin
  • Paesaggi ineguagliati e una ricca wildlife
  • Possibilità di raggiungere la vetta del Picco Margherita
  • Varie estensioni disponibili: dal Queen Elizabeth NP al Gorilla Trekking nel Bwindi Impenetrable NP

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