Viaggio in Cambogia: tra archeologia Khmer e minoranze etniche

I siti archeologici più affascinanti e l’incontro con la vita quotidiana dei villaggi locali

I siti archeologici più affascinanti e l’incontro con la vita quotidia...

Phnom Penn-Tonle Sap-Siem Reap-Preah Vihear-Ratanakiri-Isola di Koh Trong

Popoli

Da non perdere

  • I principali complessi archeologici, per ricostruire la storia e la cultura del misterioso Impero Khmer: Angkor Wat, Ta Promh, Angkor Thom e Banteay Sre
  • Alcuni siti minori come Preah Vihear, da poco aperti al turismo, interessanti proprio perché meno battuti dal turismo di massa
  • Lontane dai classici percorsi, le regioni orientali di Ratanakiri e Mondulkiri: paesaggi naturali e le minoranze etniche per un immersione nella Cambogia più vera
  • Phnom Penh, l’odierna capitale dal passato travagliato per scorpire la Cambogia odierna
  • 12 giorni
  • 1910 €
  • Voli inclusi
  • Partenze individuali

Phnom Penh

La capitale della Cambogia è una metropoli che si affaccia sul mitico fiume Mekong. Una città dai forti contrasti, nella quale il passato coloniale si fonde con le testimonianze degli anni drammatici della dittatura degli Khmer Rossi, e dove la profonda spiritualità scandisce ogni momento della vita quotidiana.

Le aree centrali della città ruotano tutte intorno al grande fiume e comprendono il complesso del Palazzo Reale, dove si può visitare la famosa Pagoda d’Argento, con il tetto ricoperto da lamine di questo metallo, e una collezione di bellissime statue, come la copia del Buddha di Smeraldo - qui riprodotta in giada - attraversando incantevoli giardini. Merita una visita anche il Museo Archeologico Nazionale che contiene alcuni dei più preziosi reperti provenienti dai meravigliosi siti archeologici del paese.

Il Wat Phnom è un tempio Buddista risalente al XIII secolo, ma più volte ricostruito nel corso degli anni; non è di grande interesse architettonico o archeologico, ma è una buona introduzione al Buddismo cambogiano, specialmente se accompagnati da una buona guida in grado di spiegarne la filosofia, la storia e le tradizioni.

Ma il luogo più caratteristico e interessante di Phnom Penh è il lungofiume, che offre la possibilità di immergersi nel vero fascino della città, rappresentato dal contatto con la vita cambogiana: sempre affollato dai locali, che amano trascorrerci intere serate, e frequentatissimo da ogni tipo di venditore ambulante; imperdibile l’aperitivo al tramonto al famoso Circolo della Stampa (FFC) affacciato sul Mekong, dove servono ottimi cocktail rivisitati in stile Khmer e dove lo stesso Tiziano Terzani di fermava a scrivere.

Nelle immediate vicinanze, i grandi “boulevard” alberati fondono gli stili architettonici locali con il passato coloniale francese, tra Art Nouveau e Art Decò. È possibile anche richiedere una guida locale per approfondire gli aspetti architettonici.

Anche lo shopping diventa interessante e divertente, tra spezie, sete, cotoni, opere d’arte o, semplicemente i falsi/veri delle migliori marche di abbigliamento. I due mercati principali sono l’enorme Central Market, poco frequentato dai turisti ma davvero tipico e fornito, e il più piccolo e famoso Russian Market, un tempo centro focale degli scambi commerciali durante gli anni della dittatura e dei legami con l’allora Unione sovietica. Da provare, una cena in uno degli ottimi ristoranti per scoprire la cucina cambogiana.

Di grande interesse storico, le testimonianze del tragico recente passato del paese, come il Tuol Sleng (S21), che durante il periodo di Pol Pot fu un centro di detenzione e tortura dove furono deportate decine di migliaia di dissidenti o semplici cittadini, prima dell’ultimo viaggio in contro alla morte in uno dei principali siti di sterminio del paese, il Killing Fields di Choeung Ek. Siti carichi di  drammaticità che aiutano però a comprendere la storia della Cambogia e la sua gente, che ha saputo uscire con dignità da uno dei regimi più violenti del XX secolo.

Due giorni sono il giusto tempo per visitare la capitale. Se da una parte Phnom Penh non ha molto da offrire in termini di monumenti - soprattutto se confrontata con gli incredibili siti archeologici disseminati nel paese - dall’altra mostra un innegabile fascino, che risiede nel contatto con la sua gente, nel provare a vivere i piccoli dettagli della città.

Tra le escursioni in giornata consigliate da Phnom Penh, quella a Silk Island - piacevole anche se un po’ turistica, famosa per laboratori della seta - all’isola di Koh Dach, lambita dalle acque del Mekong, dove si può avere un’introduzione alle tradizioni rurali cambogiane, famosa anche per i laboratori della seta, e a Ta Keo, una città al confine con Vietnam che si raggiunge in 2 ore e mezza di auto, dove ammirare un bel complesso archeologico precedente all’Impero khmer, un po’ degradato, ma di grandissimo interesse.



DUE DOMANDE: silk island e koh dach sono la stessa cosa?




Tonle Sap

Tra Phnom Penn e Siem Reap si incontra il Tonle Sap, il più grande lago del Sud-Est asiatico, dichiarato "riserva della biosfera" dall'UNESCO nel 1997; si tratta di un complesso sistema combinato che connette il corso del fiume Mekong con il lago.

Questo sistema idrico, cruciale per tutta la Cambogia e per la sua gente, è conosciuto anche come  “la risaia della Cambogia” e come principale produttore di pesce. Le grandi aree alluvionali ai margini del lago, infatti - una volta sommerse dalle acque - svolgono una funzione fondamentale nelle riproduzione delle specie ittiche, rappresentando una fonte praticamente inesauribile di cibo.

Un piatto tipico di Tonle Sap è la salsa Teuk Trei, ottenuta dalla fermentazione di pesci di fiume.

Il fenomeno più impressionante è che il lago è soggetto a una forte stagionalità: durante il periodo secco la sua estensione si riduce talvolta a soli 3000 kmq, mentre durante i monsoni - grazie alle acque di risalita dal corso del Mekong - si estende raggiungendo anche i 15000 Kmq. Questa variabilità ha un impatto importante sugli ecosistemi circostanti e sugli stessi abitanti, che da secoli vivono in villaggi che si muovono con lo spostamento delle acque, in totale simbiosi con il mondo acquatico.

Il Tonle Sap sotto il profilo turistico è interessante per la presenza dei villaggi galleggianti nei quali è possibile muoversi a bordo di imbarcazioni tradizionali per osservare le usanze e gli stili di vita della sua gente:  le scuole, le abitazioni, i mercati...  tutto si svolge sull’acqua, in grandi chiatte galleggianti ricche di tradizione.

Lungo le sponde del lago e sul corso dei vari canali che lo connettono al Mekong si possono incontrare centinaia di piccoli insediamenti di questo tipo. Quelli più vicini a Siem Reap, a causa dei grandi flussi turistici della regione, stanno leggermente perdendo la loro vera natura, trasformandosi in attrazioni turistiche (che risultano comunque interessanti); per questo, nel caso in cui l’itinerario lo consenta (per esempio, se si effettuano trasferimenti via terra tra la capitale Phnom Penh e Siem Reap, lungo le sponde del lago) è preferibile inserire villaggi più remoti e meno frequentati rispetto a quelli dei circuiti turistici, come Kampong Long, alla punta estrema del Tonle Sap, davvero affascinante.

In altri casi, per esempio se si soggiorna solamente a Siem Reap, si consiglia di cercare il miglior compromesso tra la logistica e i luoghi più autentici per le visite.




Siem Reap

Siem Reap è una piacevole cittadina situata a pochi chilometri dalle sponde settentrionali del grande Lago Tonle Sap, al centro di una delle aree archeologiche più incredibili e famose al mondo (come Angkor, una delle capitali e centro indiscusso dell’arte e della cultura del misterioso impero Khmer). Un perfetto punto di sosta, vivace ma mai estremamente caotico, per trascorrere rilassanti serate al termine delle visite dei vari siti archeologici.

La parte centrale (la più interessante e vivibile) si svolge lungo le sponde di un piccolo fiume che solca la città da nord a sud, lungo il quale è piacevole passeggiare in totale tranquillità.

La zona nei dintorni di Pub Street è la più turistica con tantissimi locali, ristoranti e negozi dove è piacevole fare un po’ di shopping, anche di sera, anche se è necessario fare attenzione a causa della presenza di turisti che bevono troppo…

Come in tutte le aree a forte sviluppo turistico, è importante sapere dove andare per evitare di prendere “cantonate”. Escludendo il caos dei locali più gettonati, si consiglia un salto al piccolo Asana che offre ottimi cocktail rivisitati in chiave Khmer (ottimo il Ginger Mojito e il Tamarind Sauce).

Lungo il fiume, a circa 1 Km di distanza da Pub Street, immerso nel verde c’è il FCC (la stessa catena che ha il Circolo della Stampa di Phnom Penh) lontano dai frastuoni del centro, per un drink in totale relax. Spostandosi leggermente dal centro, c’è l’Heritage Suites, un locale trendy (un’antica villa coloniale) che in alcuni giorni della settimana offre interessanti concerti Jazz spesso tenuti da ottimi musicisti cambogiani.

Per il mangiare, sono presenti numerosi ristoranti di ottimo livello,  come lo  Shintamani, per scoprire l’autentica cucina cambogiana in chiave fusion o l’esclusivo La Residence d’Angkor. Per veri appassionati della cucina cambogiana, esistono diverse scuole di cucina, dove apprendere i segreti delle ricette locali.

Il night market, sulla sponda opposta del fiume rispetto a Pub Street, è ovviamente un’attrazione turistica, ma è ugualmente piacevole per una passeggiata e per scovare qualche articolo interessante nell’immensa massa di souvenir.

Per chi volesse provare uno degli ottimi massaggi cambogiani il consiglio è di rivolgersi a una delle Spa degli hotel o all’ottima Bodia Spa (nelle immediate vicinanze di Pub Street) evitando i piccoli centri, nei quali si viene letteralmente trascinati dentro camminando per le strade, che offrono massaggi di bassa qualità e che possono riservare qualche sorpresa poco gradita da qualcuno...

Il Circo di Siem Reap è il luogo ideale per trascorrere una serata, la qualità degli spettacoli è buona essendo tenuti dalla scuola circense di Battambang.

Gli appassionati di archeologia potranno visitare l’interessante Museo Nazionale dove sono custoditi interessanti pezzi provenienti da vari siti della regione - organizzato decisamente meglio del Museo di Phnom Penh -  o recarsi ai Magazzini della Sovraintendenza Archeologica, per vedere l’enorme mole di reperti ritrovati che non possono essere esposti. Sempre per gli amanti della storia, è possibile organizzare serate di presentazione con gli archeologi per approfondire l’arte e il passato dell’impero Khmer.

Archeologia a parte, nelle vicinanze di Siem Reap si può dedicare una giornata a una piacevole un’escursione in barca sul Tonle Sap, anche se villaggio galleggiante in questo caso è molto turistico; le persone che viaggiano in auto tra Siem Reap e Phnom Penh possono optare per destinazioni più autentiche sotto questo punto di vista.

Anche l’escursione nel Phnom Kulen National Park costituisce un’esperienza da provare, che unisce la natura ad alcuni siti archeologici e religiosi interessanti, come il Fiume dai 1000 Lingam.

Per chi è alla ricerca di un contatto profondo con la cultura locale, Siem Reap non è forse il luogo migliore, essendo una delle mete più turistiche dell’intero Sud-Est asiatico, ma è comunque possibile fare una piacevole escursione in bicicletta nelle campagne rurali e nei piccoli villaggi, magari alloggiando una notte in una homestay.




Preah Viehar

Situato a circa 150 chilometri a nord di Siem Rrap, lungo il confine con la vicina Thailandia, questa regione ancora scarsamente inserita nei classici circuiti turistici, è in grado di offrire un contatto vero con la cultura e le tradizioni locali.

La principale attrazione della zona è costituita dal Tempio di Preah Viehar, edificato sulla sommità di una collina lungo il confine thailandese, che per anni è stato al centro di una disputa tra i due paesi.

Il tempio, edificato a più riprese tra il IX e l’XI secolo, si trova oggi in un ottimo stato di conservazione; la parte più antica (che risale al periodo di Koh Ker) ricorda molto gli stili architettonici e le decorazioni del bellissimo Benteay Srei, mentre le parti più recenti sono ancora oggetto di studio, in quanto presentano uno stile architettonico peculiare, anche se presenta numerosi ed evidenti riferimenti alla Montagna Sacra (Il mitologico Monte Meru).

Il fascino di questo sito, oltre ovviamente alla struttura architettonica e alle decorazioni, risiede nella sua posizione, dalla quale è possibile ammirare dei meravigliosi panorami sulla campagna circostante.

La regione di Preah Vihear è anche interessante (soprattutto la zona che si sviluppa ad occidente lungo il confine con la cittadina di Along Veng) per la sua storia moderna, essendo stata l’ultima roccaforte del regime dei Khmer Rouge e il luogo dove Pol Pot ha vissuto i suoi ultimi anni di vita. Una testimonianza rilevante per comprendere meglio questo drammatico periodo della storia contemporanea del Paese.




Ratanakiri

Questa provincia si trova nel nordest della Cambogia ed è particolarmente interessante per l’incontro con le tante etnie presenti, che vivono lontano dai principali centri abitati e dalle vie di comunicazione, in villaggi di montagna che, pur avendo in parte perso l’immagine antica, rimangono profondamente ancorati a una tradizione tribale ancora presente in ogni aspetto della vita quotidiana.

Si possono effettuare veri e propri viaggi spedizione nella foresta, alla scoperta della bellissima natura e dei gruppi etnici che ancora abitano le aree più remote. Essere accompagnati da una guida locale esperta è il requisito fondamentale per avere un contatto con le culture locali (soprattutto per superare le barriere linguistiche) e rappresenta un’esperienza affascinante per quei viaggiatori che cercano il contatto con una realtà autentica, non artefatta per fini turistici (come avviene per esempio in Thailandia, dove i turisti visitano i villaggi delle Donne Giraffa senza sapere che sono strutture praticamente trasformate in attrazioni turistiche, spesso oggetto di soprusi e violenze per il controllo economico indotto dai flussi turistici).

I vari gruppi etnici della regione sono accorpati dai Khmer delle pianure con la definizione di Khmer Phnong (Khmer delle Montagne); in realtà quest’area è un mosaico etnico molto più complesso e affascinante, al pari delle regioni settentrionali del vicino Vietnam, che racchiude più di 12 differenti gruppi. I due principali sono i Kachah, con forti radici animiste, famosi per il loro culto dei morti che prevede la sepoltura in zone remote della foresta con affascinanti sculture-totem a protezione dei defunti, e i Kreung, anch’essi di tradizione animista, attualmente al centro di interessanti ricerche antropologiche per comprendere l’impatto sociale di una delle loro principali tradizioni: le giovani donne, che una volta raggiunta la pubertà, abitano in una speciale capanna costruita dai genitori in cima a lunghi pali e nella quale possono incontrare i propri ragazzi senza restrizioni o vincoli al fine di trovare il giusto compagno per la vita.

Questo approccio alla sessualità e alle relazioni di coppia è interessante sotto il profilo sociologico perché il tasso di divorzi o reati sessuali tra la popolazione è praticamente inesistente.

Mentre i Kreung si stanno sempre più civilizzando, in quanto pur mantenendo vive profonde usanze tribali e il loro culto animista hanno perso parte del folklore che li ha caratterizzati in passato, i Kachah rimangono meno accessibili, abitando le zone più remote delle foreste di Ratanakiri, in molti casi non aperti alle visite dei viaggiatori. Il modo migliore per scoprire la loro cultura è un’escursione in barca lungo il Sesan River, fino a raggiungere uno dei pochi villaggi accessibili, dove trascorrere un’interessante giornata alla scoperta di questa profonda cultura.

Se i gruppi etnici della regione sono il principale motivo che spinge il viaggiatore ad addentrarsi in queste aree, il Ratanakiri offre anche altri spunti interessanti, come il Lago Yeak Alom, perfettamente circolare all’interno di un antico cratere e circondato da una lussureggiante foresta dove è possibile osservare numerosissime specie di uccelli; le scenografiche Cascate di Ka Thieng e Ka Chay e la Montagna di Eysei Patamak, con la grande statua del Buddha reclinato e i bellissimi panorami sulla regione. Un’altra importante caratteristica della regione è legata all’estrazione dei famosi Rubini e altre pietre preziose cambogiane.




Kratie e l'isola di Ko Trong

Situata lungo il corso del Mekong, Kratie è una piccola cittadina fuori dai classici percorsi turistici, dall’atmosfera tranquilla e rilassata, il che la rende particolarmente interessante. La vita di questa regione ruota prevalentemente intorno al corso del grande fiume, dove la pesca rappresenta la principale attività e molti dei trasporti locali avvengono con i classici barconi fluviali.

A Kratie si possono visitare alcune pagode degne di nota o anche fare un giro al mercato locale, ma ciò che rappresenta un must qui è la possibilità di osservare i timidi delfini di fiume (Irrawaddy Dolphin). Basta prenotare una breve escursione in barca lungo le acque della riserva fluviale, appositamente costituita per salvaguardare questi bellissimi animali da una sicura estinzione, a causa della pesca indiscriminata che si svolge nelle altre parti non protette.

Per cogliere la magia dei paesaggi rurali tipici delle regioni della Cambogia Centrale, c’è Ko Trong è un gioiello nascosto, imperdibile per chi desidera entrare in contatto con la cultura e le tradizioni locali: un’isola al centro del grande fiume Mekong, a circa 3 ore di auto dalla capitale e di fronte alla piccola cittadina di Kratie, nel mezzo di una riserva naturale dove è possibile osservare gli affascinanti delfini di fiume (Irrawaddy Dolphin).

Grazie alle sue piccole dimensioni, l’isola si gira in bicicletta in circa 40 minuti. È la sede di un progetto di turismo sostenibile dove tutti i membri della comunità sono coinvolti. Non c’è nulla di eclatante, nessun monumento o attrazione particolari, solo la vita di tutti i giorni dei cambogiani, fermandosi nelle case, nella pagoda o sedendosi a scuola insieme ai bambini.

Durante una passeggiata capita spesso di essere invitati dalle persone a visitare i propri orti e le proprie le case, e i bambini saranno felici al mattino presto, accettare un passaggio sulla bicicletta dei visitatori fino a scuola; i più anziani apprezzeranno molto se qualcuno di passaggio volesse dare una mano nell’orto.

Sull’isola esiste un solo hotel di livello, il Rajabori Villas, con alcuni cottage con un bel giardino tropicale, intorno a una piscina, la base perfetta per una o due giornate di puro relax immersi nelle tradizioni rurali della Cambogia.

L’esperienza è affascinante e inizia con la traversata del Mekong a bordo di una barca con gli abitanti locali. Si sbarca sulle enormi rive del grande fiume e si deve percorrere qualche centinaia di metri a piedi per raggiungere l’isola (le spiagge scompaiono al termine della stagione delle piogge, quando il Mekong raggiunge dimensioni impressionanti). Un volta raggiunto il piccolo villaggio si prosegue a bordo di ciclomotori o piccoli tuk-tuk fino a raggiungere il resort. Autenticità al 100%!





Angkor Thom

Angkor Thom è l’antica capitale dell’impero di Jayavarman VII, che permette di approfondire la profonda simbologia e la storia dell’affascinante impero Khmer.

Durante il Regno Khmer di Jayavarman VII, sul finire del XII secolo, le continue invasioni da parte degli eserciti Cham, imposero la costruzione di una città fortificata circondata da possenti mura perimetrali per proteggere quella che era una delle più grandi città del Sud-Est asiatico, il centro del potente e misterioso Impero Khmer.

Ma Angkor Thom è molto di più di una semplice roccaforte: come per ogni aspetto della cultura e della vita quotidiana Khmer, la città era un affascinante insieme di fortificazioni, edifici governativi e soprattutto, una quantità incredibile di edifici religiosi, segno di quella commistione tra sacro e profano che da sempre - con esclusione del tragico regime di Pol Pot - permea la società Cambogiana.

Purtroppo, larga parte della grande città, le aree residenziali e molti edifici in legno, sono stati distrutti dal tempo, ma quello che ne rimane sono alcuni tra i più affascinanti siti archeologici al mondo, come si nota visitando il meraviglioso Tempio di Bayon, la Terrazza degli Elefanti, quella del Re Lebbroso e i templi di Baphuon e Phimean Akas.

La visita di Angkor Thom solitamente inizia dall’ingresso meridionale: si attraversa un antico ponte adornato da decine di statue - raffiguranti su un lato dei demoni e sull’altro delle divinità positive a raffigurare la perenne lotta tra il bene e il male - tutte protette dalla presenza alle estremità di possenti Naga (le figure mitologiche che rappresentano un serpente a più teste).

Superato il fossato perimetrale difensivo, ci si trova di fronte una delle prime meraviglie: la porta meridionale altra circa 20 metri, con 4 enormi facce il cui significato (così come per tutte le raffigurazioni del Tempio di Bayon) è ancora un mistero; gli archeologi ipotizzano che si tratti di raffigurazioni del Re Jayavaraman, legate all’immagine del Buddha.

Superata la porta, un lungo viale alberato popolato da scimmie porta al più importante e maestoso edificio della città: il Tempio di Bayon, che rappresenta il Sacro Monte Meru. Un edificio incredibile che lascia il visitatore senza parole di fronte alle enormi e bellissime 216 facce del Buddha

Passeggiare tra i tanti livelli del tempio è un paradiso per gli appassionati di fotografia, che potranno trovare infinite angolazioni e inaspettate prospettive per magnifici scatti, immortalando anche la presenza degli innumerevoli monaci che ogni giorno visitano il sito, vestiti dei loro semplici abiti gialli o rossi, a seconda della scuola monastica di appartenenza.

La scoperta dell'antica capitale prosegue al Tempio di Baphuon, la Terrazza degli Elefanti, caratterizzata da bellissimi bassorilievi che descrivono un complesso collage tra mitologia, imprese militari, scene di corte e simbologie religiose; si ritiene che queste mura, affacciate su quella che nei secoli scorsi doveva essere una grande piazza centrale, formassero il basamento del palazzo reale, oggi distrutto in quanto fu costruito interamente in legno; e altri siti minori come la Terrazza del Re Lebbroso (si suppone fosse il sito crematorio della famiglia reale) o il Tempio Induista di Phimeanakas, testimone dei periodi più antichi (hinduisti) dell’Impero Khmer.

La visita di Angkor Thom, così come quella del vicino e bellissimo tempio di Angkor Wat, giustifica da sola un viaggio in Cambogia; è difficile descrivere l’emozione che si prova al cospetto di questi meravigliosi edifici, soprattutto inquadrandoli nella complessa e misteriosa storia dell’Impero Khmer.

Dopo la prima visita guidata, il consiglio è ripetere l’esperienza in autonomia, per avere l’opportunità di rilassarsi e di godere appieno la magica atmosfera del luogo.




Angkor Wat

Nell’immaginario collettivo Angkor Wat rappresenta uno dei siti archeologici più famosi e spettacolari al mondo, un luogo che unisce per una indiscussa maestosità e per la misteriosa energia che colpisce il visitatore, trasportandolo in una dimensione senza tempo. È stato uno dei primi luoghi a essere dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Angkor significa “città” e Wat “tempio”. Con i suoi 162 ettari, è probabilmente il più grande complesso religioso esistente: una struttura immensa, costruita sull’acqua, con gallerie, torri, sale, corridoi, canali e opere d’arte - soprattutto bassorilievi - dove la vegetazione nei secoli crescendo ha circondato muri e statue con le sue radici.

Si trova nel cuore della Cambogia, nella pianura del fiume Mekong, e ha quasi di mille anni. Venne costruito nel XII secolo dal Re Suryavarman II, il re protetto dal Sole, inizialmente come tempio induista dedicato al Dio Vishnu e poi nel ‘400 riconvertito in tempio Buddista, a seguito della grande conversione verso il Buddismo Mahayana nel tredicesimo secolo. Un vero e proprio testimone dell’età dell’oro del Paese, che ha richiesto quasi quarant’anni di lavoro per essere ultimato.

La struttura fonde nella sua maestosità due importanti figure architettoniche tipiche dell’Impero Khmer: il Tempio Montagna, che rappresenta il Sacro Monte Meru (a nord dell’Himalaya), con un’alta struttura centrale composta da 5 torri che simboleggiano i 5 picchi della montagna, circondato da mura e da un fossato, simboli delle grandi montagne e dell’oceano circostante, centro di congiunzione tra gli universi fisici, metafisici e spirituali; l’altra struttura architettonica è rappresentata dai classici templi “a galleria” che circondano la struttura centrale in un intricato sistema architettonico.

Il Tempio è circondato da un grande fossato perimetrale che ospita un lago - scenario ideale per scattare bellissime fotografie - all’interno si ergono una serie di strutture perimetrali con la classica forma a galleria fino a raggiungere il corpo centrale, circondato da altrettante galleria con meravigliosi ed enormi bassorilievi, raffiguranti principalmente scene tratte dai due più importanti poemi epici Indù, il Ramayana e il Mahabharata.

L’unica rappresentazione storica del complesso si trova invece nella galleria meridionale e raffigura una lunga processione del Re Suryavarman II, con numerose scene di corte e le immancabili simbologie religiose, un tavolo di studio che ha consentito agli archeologi di scoprire molto sulle abitudini di corte dei regnanti Khmer.

Le origini del Tempio centrale sono ancora dibattute dagli studiosi: numerosi dettagli come l’orientamento atipico per un tempio Khmer suggeriscono una funzione differente da quella canonica, l’ipotesi più accreditata è che si tratti di un monumento funerario nel quale il Re sarebbe potuto essere venerato dopo la sua morte.

Una volta raggiunta la struttura centrale sarà possibile salire al suo interno attraverso una ripidissima scala: all’interno non è rimasto molto da vedere, ma l’ambiente carico di energia e il meraviglioso colpo d’occhio sull’intero complesso vale assolutamente la salita (l’ingresso all’interno è consentito solamente con abiti consoni come pantaloni lunghi e braccia coperte, essendo ancora un luogo di culto buddista).

Come per il vicino Angkor Thom, consigliamo di effettuare una seconda visita in autonomia dopo quella guidata, nella quale è possibile “perdersi” tra queste impressionanti opera d’arte, apprezzando i piccoli dettagli e le profonde simbologie o solamente per sedersi e godere dei bellissimi panorami e dell’energia che sprigiona questo luogo unico al mondo.




Banteay Srey

Questo piccolo tempio induista si trova a circa 30 chilometri da Siem Reap, ed è uno degli esempi più rappresentativi del livello tecnico e artistico raggiunto dagli scultori durante il periodo Khmer, se comparato ai maestosi Angkor Wat e Bayon.

Si erge su base rettangolare ed è interamente costruito in arenaria rosa decorata con numerosi e bellissimi bassorilievi, che rappresentano temi religiosi o mitologici indù. Il dettaglio e la precisione con cui sono state scolpite la maggior parte delle strutture di Banteay ha creato la leggenda (da cui il nome che significa proprio “fortezza delle donne”) che fosse stato decorato solo da artigiane, le uniche in grado di creare opere così dettagliate e preziose, sia per la loro natura “femminile” sia per le mani piccole, in grado di intervenire così minuziosamente in ogni dettaglio.

Successivamente alla scoperta, anche questa struttura, come molti altri siti archeologici del paese, è stata oggetto di numerosi furti e razzie. Ma grazie all’attento lavoro delle autorità - sia per rintracciare le opere trafugate sia per un’attenta opera di restauro - Banteay Srei rimane uno dei monumenti imperdibili nell’area.

Si consiglia una visita al mattino presto o al tramonto, quando la luce calda del sole infiamma le strutture e le decorazioni creando effetti visivi unici e suggestivi.




Mondulkiri, la collina degli elefanti

Insieme alla vicina Ratanakiri, Mondulkiri è l’altra importante regione orientale della Cambogia, dove scoprire una bellissima natura ed entrare in contatto con importanti gruppi etnici, come i Phnong: popolazione animista che vive in vasti villaggi caratterizzati da grandi capanne costruite in bamboo e con altri materiali locali, nelle quali vivono le famiglie allargate tipiche della loro organizzazione sociale, un po’ come i gruppi etnici del Borneo Malese e Indonesiano.

I Phnong sono famosi per la loro interazione con gli elefanti che, come in tutto il Sud-Est asiatico, vengono utilizzati per il lavoro nei campi. A differenza però delle regioni vicine, mantengono una relazione particolare con questi meravigliosi animali, che vivono solitamente allo stato  brado nelle foreste ed entrano in contatto con l’uomo esclusivamente quando necessario. I Phnong sono principalmente dediti all’agricoltura, con piantagioni di caffè e avocado, oltre che agli immancabili orti e frutteti che caratterizzano ogni villaggio.

La Mondulkiri Project Foundation merita assolutamente una visita: una fondazione dedita alla protezione del territorio e delle tradizioni locali con un importante progetto di salvaguardia degli elefanti dallo sfruttamento indiscriminato che sta avvenendo in altre parti della Cambogia e in generale dell’Indocina. In passato la fondazione, grazie all’aiuto di organizzazioni non governative, ha affittato una larga area di foresta trasformandola in un Elephant Sanctuary, nel quale trovano rifugio diversi esemplari provenienti da situazioni di degrado e sfruttamento. I bellissimi pachidermi vivono liberi nella riserva, nella quale è possibile effettuare un’escursione durante la quale sarà anche possibile fare il bagno con loro.

Un’esperienza totalmente differente da molte altre che si possono incontrare in Asia e che ci trova entusiasti nel consigliare ai viaggiatori. Via Travel design per scelta etica non propone mai - e sconsiglia vivamente - tutte quelle attività che prevedono uno sfruttamento degli animali, come per esempio la maggior parte delle escursioni a dorso di elefante, ma in questo caso è garantita la validità del progetto e per questo viene proposta con gioia nel tentativo di aiutare questi pionieri della conservazione in Cambogia.

Durante le giornate a Mondulkiri solitamente si ha modo di visitare dei mercati locali e dei villaggi tribali nei quali è possibile interagire con il capovillaggio per comprendere meglio usi e tradizioni di queste popolazioni.




Il clima in Cambogia è caratterizzato da tre differenti stagionalità: da novembre a marzo è il periodo migliore  in termini di meteo in quanto le temperature si aggirano intorno ai 28/30 °C e il clima è relativamente secco; nei mesi di aprile e maggio, invece, se pur ancora poco piovosi con solamente qualche rovescio pomeridiano o notturno, le temperature sono elevate con punte che possono raggiungere i 34/36° con un livello di umidità alto che può rendere faticose le visite dei siti archeologici. La stagione delle piogge vera e propria - da giugno alla fine di settembre - è  differente da quelle che caratterizzano altri paesi del Sud-Est Asiatico, perché pur essendo precipitazioni intense sono solitamente a caratteri di rovescio pomeridiano o notturno, non inficiando in questo modo il resto della giornata per le escursioni.

Ovviamente, anche per la Cambogia il clima varia da regione a regione: se quanto detto in precedenza vale per la maggior parte delle mete “classiche” come Siem Reap, Phnom Penh e Battambang - dove sono localizzati i principali e meravigliosi siti archeologici - altre aree con caratteristiche peculiari hanno indicazioni leggermente differenti:

  • Le regioni orientali, aree tribali con vie di comunicazione poco sviluppate, nelle quali alcune attività devono essere effettuate su strade sterrate o in barca lungo corsi d’acqua, sono in linea di massima sconsigliate durante la stagione delle piogge  perché forti precipitazioni potrebbero creare problemi logistici. D’altro canto, queste aree, essendo prevalentemente localizzate in zone montuose, sono fruibili al meglio anche durante i mesi più caldi (Aprile/Maggio) perchè meno torride delle regioni centrali pianeggianti. Nonostante questo però, la nostra esperienza ci suggerisce che è possibile viaggiare in queste regioni anche durante le piogge a patto che si disegni un itinerario ottimizzato limitando così i problemi logistici.
  • Differentemente, la regione costiera di Sihanoukville, essendo una destinazione principalmente mare, è sconsigliabile durante la stagione delle piogge per ovvie ragioni.

Come nella maggior parte delle destinazioni, suggeriamo comunque di contattare i nostri consulenti di viaggio in quanto anche periodi non ottimali sotto il profilo del meteo possono essere molto interessanti per specifici interessi o programmi: per esempio, la stagione delle piogge per gli appassionati di fotografia offre spunti incredibili con una luce nitida e fortissimi contrasti, la maggior parte dei laghi e corsi d'acqua sono al loro massimo creando una condizione perfetta per fotografare siti archeologici come Angkor (la luce sembra irreale e i monumenti si specchiano negli immancabili bacini d’acqua vicini). In modo simile, con l’avanzare della stagione delle piogge o nei mesi subito successivi, le aree rurali del paese offrono il loro meglio con paesaggi di un verde quasi surreale e forti contrasti cromatici.

Sotto il profilo del rapporto qualità/prezzo i mesi a cavallo tra Aprile e Settembre rappresentano sicuramente il periodo migliore, quando tutti i servizi nel paese sono meno cari in base alle stagionalità.

Per la Cambogia è importante anche sottolineare che, se i mesi da maggio a settembre non sono i migliori in termini di clima, l’esperienza delle visite nei famosi siti archeologici è sicuramente più affascinante perché molto meno frequentati dal turismo. Se nel periodo di Natale è possibile trovare migliaia di persone durante la visita di Angkor, durante la bassa stagione questi flussi sono enormemente ridotti offrendo una qualità delle  visite (e fotografie...) decisamente superiore.

Il clima della Cambogia è peculiare se confrontato con altre regioni del SudEst Asiatico, rendendo possibile un viaggio in Cambogia praticamente tutto l’anno, ovviamente con alcune eccezioni relative ad alcune aree specifiche come indicato di seguito.

Viaggiare in Cambogia a Gennaio

Con temperature che si aggirano attorno ai 26°C e un ridotto tasso di umidità, gennaio è senza dubbio uno dei mesi migliori in termini climatici per organizzare un viaggio in Cambogia. Il clima, relativamente secco, consente di visitare i principali siti archeologici nella regione di Siem Reap senza il caldo opprimente che è possibile trovare in altri mesi dell’anno. Le splendide giornate soleggiate fanno di gennaio anche uno dei mesi perfetti per godersi qualche giorno di relax sulle belle spiagge della costa meridionale.

Questo è anche uno dei mesi ideali per un viaggio o un trekking nelle regioni tribali orientali (Mondulkiri e del Ratanakiri) che durante la stagione delle piogge diventano meno accessibili per le difficili condizioni delle strade.

Di contro la stagione secca è quella dove si registra il più alto afflusso di turisti, con conseguenti possibili code all’ingresso dei templi e un generale affollamento nelle aree più famose del Paese. I primi giorni del mese ricadono nel periodo di alta stagione per le festività natalizie con costi degli hotel talvolta maggiorati rispetto ad agli altri periodi dell’anno.

Nel mese di gennaio cadono due festività:

  • 7 gennaio, Giorno della Vittoria, si celebra la caduta del regime di Pol Pot nel 1979
  • tra la fine di Gennaio e i primi di Febbraio, il Capodanno lunare (o Capodanno Cinese) nel quale si festeggia l’arrivo del nuovo anno lunare, festività molto sentita nelle nutrite comunità cinesi e vietnamite. Un periodo molto interessante per assistere ai festeggiamenti ma al contempo molto complesso che impone prenotazioni con largo anticipo vista la grande affluenza di viaggiatori cinesi nel paese.

Viaggiare in Cambogia a Febbraio

Febbraio rientra ancora a pieno nella stagione secca: le temperature restano gradevoli andando ad aumentare solo verso la fine del mese ed anche l’umidità si mantiene su livelli accettabili. E’ pertanto un mese consigliato per viaggiare in Cambogia, potendo godere di belle giornate di sole e di un caldo tutto sommato più sopportabile per un Paese del Sud-est asiatico. Nonostante le piogge molto scarse, il livello di acqua nei fiumi è spesso ancora alto e ciò consente di fare una bella gita sui battelli locali alla scoperta dei villaggi galleggianti del Tonle Sap, di cui è possibile osservare le costruzioni in bambù che sostengono le palafitte e che solitamente sono difficilmente visitabili durante il periodo delle piogge. 

Il periodo di alta stagione e la concomitanza del capodanno cinese (varia solitamente come date a cavallo tra Gennaio e Febbraio) rendono i principali siti del paese molto frequentati e per questo si consiglia di prenotare con largo anticipo per evitare problemi di disponibilità degli hotel. Sempre per la grande frequentazione di molti dei principali siti archeologici si consiglia anche di pianificare le visite in orari meno frequentati come il mattino presto, a questo riguardo i nostri consulenti di viaggio sono a vostra disposizione per disegnare l'itinerario ottimale ed offrirvi  la migliore esperienza di viaggio.

Viaggiare in Cambogia a Marzo

Marzo è il mese in cui si raggiunge il picco delle visite in Cambogia. Le temperature iniziano a salire mantenendosi però piacevolmente al di sotto dei 30°C, aumenta anche il tasso di umidità pur senza raggiungere i livelli dei mesi successivi, mentre le piogge sono ancora scarse e prevalentemente a carattere di sporadici rovesci temporaleschi pomeridiani o serali. In questo periodo, come per i mesi di Gennaio e Febbraio, è consigliabile prenotare con largo anticipo proprio per via della grande affluenza di turisti.

Si inizia ad andare verso la fine della stagione secca, dunque anche il livello dei fiumi comincia a scendere in modo significativo riducendo la possibilità di effettuare le crociere da Siem Reap a Battambang o a Phnom Penh. Le regioni orientali tribali sono ancora pienamente accessibili così come i soggiorni mare.

Viaggiare in Cambogia ad Aprile

Ad aprile il clima inizia a cambiare: le temperature crescono anche sensibilmente, arrivando spesso a superare i 30°C e l’umidità arriva a toccare punte elevate. E’ un periodo ancora di alta stagione per la Cambogia, con l’arrivo di un gran numero di turisti. In questo mese è consigliabile programmare le visite durante le prime ore del mattino e nel tardo pomeriggio, evitando le ore centrali della giornata quando l’aria si fa soffocante e girare per templi e siti archeologici potrebbe diventare davvero difficile. La stagione secca sta per volgere al termine ma regala ancora splendide giornate di sole che si possono trascorrere al mare anche per trovare un po’ di refrigerio dalla calura dell’entroterra.

Aprile (talvolta i primi giorni di Maggio, a seconda del complesso calendario Buddhista) è il mese del Chaul Chnam, il Capodanno Khmer, una delle festività più importanti dell’anno che include anche il Vesak, la celebrazione per la nascita del Buddha Shakyauny. Diversi giorni di festeggiamenti nei quali le strade si riempiono di acqua e borotalco, lanciati in segno di benedizione, e tutto il Paese si paralizza per dedicarsi ad attività quali le offerte ai Wat, le preghiere, le pulizie e le decorazioni delle case e lo scambio di abiti nuovi tra amici e parenti.

Chi si reca in Cambogia in questo periodo, avrà la fortuna dunque di poter assistere a questo evento coinvolgente ed assaporare ancor di più la cultura di questo popolo straordinario.


Viaggiare in Cambogia a Maggio

A maggio si inaugura l’inizio della stagione umida: arriva il monsone di sud-ovest che raggiunge il suo picco tra luglio e settembre. In questo inizio di stagione tuttavia al massimo si può incorrere in qualche acquazzone pomeridiano che avrà, tra l’altro, il benefico effetto di rendere più fresca e respirabile l’aria nelle ore serali. Le temperature infatti sono ancora elevate e si accompagnano a tassi di umidità altrettanto alti. In questo periodo è pertanto consigliabile concentrare le attività nelle prime ore del giorno e nelle ore serali, tralasciando la parte centrale della giornata da dedicare invece al riposo in albergo o in altro luogo fresco.

Maggio segna anche l’inizio della bassa stagione ed è dunque l’occasione per approfittare di eventuali offerte e sopratutto per visitare la Cambogia in tranquillità. Le lunghe code all’entrata dei siti più turistici tendono infatti a diradarsi, lasciando più tempo e spazio per scoprirne e apprezzarne l’immensa bellezza.

In questo mese si può assistere alle celebrazioni del Chrat Preah Nongkol, la cerimonia dell'Aratura Reale, una festa nella quale si entra in contatto con le tradizioni rurali che ancora caratterizzano il paese. Il rituale consiste in una lunga processione che, davanti al Palazzo Reale e al Museo Nazionale, compie tre giri intorno al campo sacro per poi fermarsi di fronte ad un santuario e invocare la protezione degli dei. Poi da sette vassoi d’argento viene offerto del cibo alle mucche sacre e, in base a quello che esse scelgono di mangiare, viene fatta una previsione sull’anno successivo.

Viaggiare in Cambogia a Giugno

A giugno si entra nel pieno della stagione delle piogge che risultano più frequenti ma sempre di breve durata e concentrate per lo più nelle ore serali. Questo pertanto non deve scoraggiare dall’idea di programmare un viaggio in Cambogia, potendo usufruire di prezzi più vantaggiosi offerti dagli hotel in questo periodo di bassa stagione oltre che potendo ammirare un paesaggio diverso dal solito, florido e ricco di vegetazione. In particolare Angkor Wat e Angkor Thom, con le rovine che si riempiono di un verde rigoglioso, regala in questa stagione una fotografia unica anche grazie alla minore presenza di turisti. Inoltre, i paesaggi delle risaie, nella campagna di Battambang, sono assolutamente magnifici, perfetti per gli amanti dei viaggi fuori dalle rotte.

Le regioni orientali tribali sono ancora accessibili ma si consiglia di interpellare i nostri consulenti di viaggio per identificare l’itinerario evitando possibili problemi logistici. Le spiagge meridionali invece iniziano ad essere colpite sempre più dall’intensità del monsone e si sconsigliano soggiorni mare a Luglio come nei successivi mesi fino ad ottobre.


Viaggiare in Cambogia a Luglio

A Luglio le piogge continuano ad intensificarsi lungo tutto il Paese, ma le temperature iniziano gradualmente a scendere e l’umidità diventa più sopportabile. Sebbene questa non sia la stagione ideale, soprattutto se si scelgono come meta le spiagge della costa meridionale, va ricordato che in Cambogia, a differenza degli altri Paesi del Sud-est asiatico, le piogge sono per lo più a carattere di rovescio o temporale violento ma di breve durata e sono concentrate nel pomeriggio. Questo consente di poter dedicare il resto della giornata alle varie attività in programma senza fare grosse rinunce. 

Luglio ha i suoi aspetti positivi: i templi di Angkor, con i fossati pieni, sono circondati da una vegetazione particolarmente lussureggiante; anche le risaie sono piene di acqua e verdissime per la crescita del riso; i livelli dei fiumi e dei laghi è al loro massimo e quindi sono più facilitate le gite in battello. Inoltre, la scarsa presenza di turisti nel periodo accresce molto la qualità delle visite dei principali siti archeologici. Le regioni orientali tribali sono invece più problematiche per le possibili pessime condizioni delle strade, gli itienrari in queste date sono possibili ma vanno comunque disegnati in modo corretto per evitare problemi logistici.

Verso la metà di luglio cade il Chol Vassa con cui si da inizio ai tre mesi della quaresima buddista durante i quali i monaci si dedicano al digiuno e alla meditazione.


Viaggiare in Cambogia ad Agosto

La stagione delle piogge raggiunge il suo culmine in questo mese, spostando in parte i rovesci più intensi verso le regioni settentrionali.. Le piogge, però portano solitamente una riduzione delle temperature rendendo le visite ai siti archeologici più confortevoli.

Le regioni a nord-orientali andrebbero evitate in questo periodo in quanto sono quelle maggiormente colpite dai rovesci temporaleschi e dove si possono verificare delle inondazioni occasionali, con conseguente interruzione di alcune strade.

Tuttavia coloro che scelgono di visitare la Cambogia in agosto non resteranno affatto delusi, grazie allo scarso numero di turisti ed alla natura rigogliosa che segue le piogge, si creano dei panorami incredibili e scenografie difficili da descrivere che incanteranno gli appassionati di natura e fotografia.


Viaggiare in Cambogia a Settembre

Settembre è ancora un mese bagnato: precipitazioni e umidità sono elevate ma non così tanto da scoraggiare un viaggio in Cambogia in questo periodo.

La natura è nel pieno della sua fioritura, si possono osservare i contadini mentre lavorano nelle distese di risaie ed avere il privilegio di vivere i luoghi più belli del Paese quasi in solitaria. La scarsa presenza di turisti infatti permette di evitare le lunghe code all’ingresso dei siti archeologici  così come di ammirare, senza la folla che si incontra nei mesi invernali, il paesaggio allo specchio del tempio di Angkor Wat dopo che la pioggia ne ha riempito i bacini circostanti.

La navigazione lungo i corsi d’acqua è al suo massimo, offrendo bellissime crociere sul lago Tonle Sap alla scoperta degli straordinari villaggi galleggianti.


Viaggiare in Cambogia a Ottobre

A ottobre il periodo delle piogge volge al termine, sono ancora presenti improvvisi temporali pomeridiani ma il grosso ormai è alle spalle.  Le temperature, attorno ai 27°C, rendono meno faticose le visite ai templi e ai maggiori siti turistici dove è ancora possibile ammirare gli splendidi paesaggi a cui le piogge dei mesi scorsi hanno dato vita: le luci e i colori di questo periodo dell’anno sono bellissimi e donano all'atmosfera un sapore sacro e mistico.

Ottobre è un mese in cui si può ancora approfittare di eventuali offerte promosse dalle strutture alberghiere e della minore presenza di viaggiatori prima che abbia inizio l’alta stagione.

Nei primi giorni del mese cade il P’chum Ben, un periodo di 15 giorni dedicato alla benedizione degli spiriti dei defunti. Le celebrazioni principali si svolgono nella giornata conclusiva quando ogni famiglia porta offerte al wat locale in cambio di una intercessione dei monaci nella benedizione delle anime di parenti e amici. Un’occasione dunque per approfondire la conoscenza con la popolazione locale e le sue tradizioni.

Viaggiare in Cambogia a Novembre

Con novembre ha inizio il pieno stagione secca e di conseguenza il periodo di alta stagione in Cambogia: le temperature scendono, aggirandosi attorno ai 25°C, e il cielo si fa limpido regalando splendide giornate di sole. E’ questo uno dei periodi migliori per organizzare un viaggio in Cambogia, potendo ancora godere del color giada delle risaie ma senza i disagi dell’umidità tropicale ed è per questo che si consiglia di prenotare con un certo anticipo per via dell’alta presenza di turisti.

Con il ritorno del bel tempo anche la costa meridionale torna ad animarsi per la gioia di quanti vogliano trascorrere giornate di sole e relax sulle spiagge.

Un buon motivo per recarsi in Cambogia a novembre è poi senz’altro per assistere al Bon Om Touk, la Festa dell’Acqua: una delle più importanti festività del Paese con la quale si celebra, oltre alla fine della stagione delle piogge, anche l’inversione del corso del fiume Tonle Sap. Tre giorni di canti, balli e musica in cui si può assistere alla sfilata di piroghe e barche cerimoniali che, a Phnom Peh e  Siem Reap, scivolano lungo il fiume Mekong e lungo il fossato che circonda Angkor Wat per ingraziarsi la divinità dell’Acqua a cui si deve la produzione di riso nel Paese.

Un evento particolarmente coinvolgente ed emozionante per il quale è però necessario prenotare con largo anticipo

Viaggiare in Cambogia a Dicembre

Che vogliate perdervi tra le meraviglie della zona archeologica del Siem Reap o trascorrere intere giornate sdraiati al sole su una delle spiagge della costa meridionale, dicembre è il mese giusto per farlo. Assenza di piogge e temperature gradevoli (assieme a gennaio è il mese più temperato dell’anno) vi consentiranno di godervi appieno ogni visita o attività abbiate in programma.

Certo, complici anche le festività natalizie, è un periodo di forte afflusso turistico e qualche coda all’ingresso dei templi è da mettere in conto ma la bellezza dei luoghi sarà sufficiente a ripagarvi dell’attesa. Considerando il periodo, è necessario prenotare con largo anticipo per essere sicuri di trovare posto.

Temperature stagionali (min-max °C) - Precipitazioni (mm/mese)

Località Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Phnom Penh 31 - 21 5mm 32 - 22 7mm 33 - 23 27mm 34 - 24 66mm 34 - 25 154mm 33 - 24 155mm 32 - 24 147mm 32 - 24 161mm 31 - 24 244mm 31 - 24 253mm 30 - 21 109mm 30 - 22 26mm
Siem Reap 31 - 19 1mm 33 - 31 8mm 35 - 26 26mm 36 - 25 62mm 34 - 25 141mm 33 - 24 165mm 32 - 24 185mm 32 - 24 223mm 31 - 24 250mm 31 - 23 209mm 31 - 22 58mm 30 - 20 6mm
Ratanakiri Area 28 - 18 14mm 30 - 20 11mm 32 - 22 25mm 33 - 24 66mm 32 - 24 174mm 31 - 23 255mm 30 - 23 286mm 30 - 23 308mm 30 - 23 304mm 29 - 22 241mm 29 - 21 133mm 28 - 18 46mm

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