Giordania classica, tra archeologia, natura e relax

Un viaggio completo per conoscere i "must" della Giordania

Un viaggio completo per conoscere i "must" della Giordania

Amman - Jerash - Madaba - Monte Nebo - Kerak - Petra - Wadi Rum - Mar Morto

Natura Cultura

Da non perdere

  • Petra, sublimi monumenti scavati nella roccia, Patrimonio dell’Umanità
  • Amman, il sorprendente contrasto tra l’antica cittadella e la moderna capitale
  • Jerash e il Castello di Karak, dove si intrecciano la storia dell’Impero Romano, della Cultura Araba e delle Guerre Sante
  • Wadi Rum, il deserto rosso in cui riecheggia ancora il nome di Lawrence d’Arabia
  • Mar Morto, relax e benessere nel surreale luogo più basso del pianeta
  • Monte Nebo, dove Dio seppellì Mosè secondo le Sacre Scritture
  • 7 Giorni
  • 1580 €
  • Voli inclusi
  • Partenze di gruppo e individuali

Amman

Amman è una città moderna e vivace, un mix di tradizione e innovazione. Malgrado sia molto trafficata, è ben lontana dallo stereotipo delle altre città del mondo arabo, inquinate, sporche e brulicanti di gente.

Solo un centinaio di anni fa, Amman era un piccolo villaggio, inserito in un paesaggio collinare arido e desolato, frequentato esclusivamente da pastori e greggi, con imponenti rovine diroccate abbandonate a sé stesse.

All'inizio del Novecento, dopo molti secoli di oblio, la città iniziò a svilupparsi come scalo commerciale grazie al vicino tracciato della ferrovia che collegava Damasco a Medina. Nel 1923 fu proclamata, dall’emiro Abdullah, capitale dell’emirato di Transgiordania. Da quel momento Amman ha avuto un'impressionante crescita urbana e demografica che non ha eguali nel resto del Medio Oriente. Nel 1946, ottenuta l'indipendenza, Abdullah si proclamò re e il Paese venne ufficialmente riconosciuto come Regno Hashemita di Giordania, con capitale Amman.

Le attività mercantili della città, gli scambi commerciali e lo sviluppo industriale sono cresciuti costantemente e molto rapidamente, con conseguente afflusso di gente da tutto il regno e ondate di immigrati dai paesi confinanti, in particolar modo nel caso dei profughi palestinesi a partire dal 1948, in fuga dalla guerra arabo-israeliana e dei profughi iracheni, dopo la Guerra del Golfo.

Oggi Amman presenta un marcato contrasto architettonico tra il centro storico da una parte, dove è stata riportata alla luce la grandiosa struttura urbanistica della Philadelphia romana, la città che apparteneva alla Decapoli greco-romana, annessa all'Impero Romano nel 63 a.C. e dall’altra parte i nuovi quartieri cresciuti sulle colline circostanti, in stile moderno, con grandi viali, ponti, sottopassaggi, sopraelevate.

Il cuore storico di Amman occupa un’area di dimensioni contenute, ha strade e vicoli caratteristici ed è dominato sia dallo spettacolare Teatro Romano, scavato sul fianco della collina Jabal Jofeh, che poteva accogliere fino a 6.000 spettatori, che dalla collina sovrastata dalla Cittadella, su cui troneggiano il Tempio di Ercole e l'antica Acropoli.

Il grandioso Teatro Romano, costruito nel II secolo d.C., accoglie, tra le sue mura, due musei: Il Museo del Folklore Giordano e il Museo delle Tradizioni Popolari Giordane, dove scoprire le diverse culture della Giordania, reperti, oggetti, gioielli e costumi tradizionali, nonché un'interessante raccolta di fotografie d'epoca della città.

Il sito archeologico vanta anche un Odeon, affiancato al teatro, una sala per concerti con una capacità di circa 500 spettatori e, a breve distanza, moderni edifici che nascondono un Ninfeo, le cui rovine si riducono al muro che costituiva il retro della monumentale fontana.

Poco oltre il sito archeologico si trovano i suq di Amman, caotici e brulicanti, dove si vive l’atmosfera frenetica dei mercati e dei venditori ambulanti, tra una miriade di negozietti, piccole botteghe e infinite bancarelle che si susseguono in perpetua animazione per le strade e i vicoli circostanti la Grande Moschea Husseini.

Il nucleo storico di Amman è identificato come la città bassa, Downtown, esteso lungo il trafficatissimo crocevia tra Omar al Muktar Street e King Talal Street, che è anche la più antica zona commerciale della città, uno snodo dove ancora oggi, oltre al suq, prolificano negozi, botteghe e ristorantini, e tanti locali dove gustare strepitosi humus e falafel.

La grande Piazza degli Hashemiti, antistante al teatro, che prende il nome della famiglia reale della Giordania, era sede dell’antico Foro Romano. Oggi è un punto d’incontro della popolazione locale, molto frequentato in particolare nelle serate del fine settimana.

Di fronte al Teatro Romano si erge l’alta e ripida collina che domina Downtown, sulla cui sommità si trovano i resti dell'imponente Acropoli di Amman, il luogo più antico, dove già nel 6.500 a.C. si stanziarono i primi abitanti. Occupata da diverse dinastie nel corso dei secoli e purtroppo scomparsa, l’antica acropoli romana custodisce una serie di tesori architettonici, oltre offrire un magnifico panorama sulla bianca città e sul Teatro Romano: il basamento del grandioso Tempio di Ercole del II secolo, con qualche colonna superstite, e tre gigantesche dita di una mano che doveva appartenere a una statua colossale, probabilmente dedicata a Ercole; la Cittadella di Amman, che ospita i resti di una chiesa bizantina e il Palazzo di al-Qasr, edificio a cupola dell'età omayyade, noto anche come Palazzo degli Omayyadi, probabilmente dimora del governatore di Amman.

All’ingresso della Cittadella si trova il Museo Archeologico che, organizzato in ordine cronologico, consente di scoprire la storia della Giordania, dal Paleolitico all’Impero Ottomano. Tra i pezzi più interessanti della collezione, i Rotoli del Mar Morto o Rotoli di Qumran, una serie di antichi manoscritti che contengono brani dell’Antico Testamento, la cui autenticità è molto dibattuta da studiosi di tutto il mondo.

A breve distanza dal cuore storico, c’è il centro della vita mondana di Amman: la Rainbow Street, si accende nei locali che contraddistinguono la movida mediorientale; una successione di bar, pub, ristoranti, boutique trendy e installazioni di giovani artisti.

Oltre ai siti storici e archeologici, Amman offre anche musei di altre tipologie, come la Jordan National Gallery of Fine Arts, istituita dalla Royal Society of Fine Arts, un’organizzazione culturale senza scopo di lucro che promuove il dialogo culturale e lo scambio artistico in collaborazione con altre istituzioni culturali internazionali.

Il museo espone una collezione unica di opere d’arte moderna e contemporanea di moltissimi artisti, non solo arabi e islamici, tra cui dipinti, stampe, sculture, fotografie, installazioni e ceramiche.

L'interessante Museo Reale dell’Automobile permette di conoscere sotto un altro aspetto la storia del Regno di Giordania, soprattutto lo stile di vita della famiglia reale, attraverso le splendide auto d’epoca amate da Re Hussein. La collezione mostra più di un centinaio di auto, inglesi americane, tedesche, ma anche le italiane Ferrari e Lamborghini e accanto a ogni vettura c’è un archivio storico, foto o video, che testimonia le occasioni in cui venivano utilizzate.

L'altro volto di Amman sono i moderni quartieri residenziali, i centri commerciali, alberghi di lusso, eleganti ristoranti, un'ampia offerta di gallerie d'arte, boutique, centri culturali, teatri e cinema, in grado di offrire novità e attrazioni e i sobborghi che si espandono con criteri urbanistici e architettonici d’avanguardia.

E infine la popolazione, che è lo specchio della storia di Amman, cosmopolita, istruita ed estremamente ospitale.



Jerash

A circa un’ora di auto da Amman si trova una delle città di epoca romana che si è conservata meglio al mondo: l’antica Jerash, con una storia di 6.500 anni, che visse il massimo splendore sotto il dominio dei Romani, quando era conosciuta come Gerasa.

Il sito archeologico è considerato uno dei più importanti e più vasti di tutto il Medio Oriente, perché si è conservato perfettamente per secoli, sepolto sotto la sabbia, rappresentando oggi una testimonianza della grandiosità e della magnificenza delle opere architettoniche costruite dalla civiltà di Roma nelle province dell’Impero.

Gerasa fu, inoltre - come Philadelphia e Damasco - una delle dieci città della Decapoli, centri di cultura greco-romano in un territorio prevalentemente semitico.

Così da I secolo d.C. iniziò un periodo aureo, in cui la città conobbe un grande splendore e una sfrenata ricchezza, fiorendo grazie alla posizione sulle fertili rive del Wadi Jerash nella valle del fiume Giordano, soprattutto come città carovaniera con intensi traffici commerciali, a cui seguì l’incremento demografico, segnale di progresso e prosperità.

Fu ridisegnata e sviluppata sul modello urbanistico romano, con una grandiosa Piazza Ovale progettata in asse con il cardo massimo, uno spettacolare foro di 90 x 80 m, cuore pulsante della città, che ancora oggi risplende circondata da un colonnato ionico e con un bellissimo lastricato, le cui pietre esaltano la forma ovale diventando progressivamente più grandi a partire dal centro della piazza, man mano che si raggiunge l’esterno.

E poi gli stupefacenti teatri, di cui il Teatro Sud con una capacità superiore ai 3,000 spettatori, una scena decorata su più livelli con colonne e fregi e un vero e proprio capolavoro di acustica; quindi i templi, tra cui spicca il Tempio di Artemide con l'imponente scalinata di accesso alla cella del tempio, il monumentale Arco di Adriano, il gigantesco Ippodromo, le fontane, le terme, le strade lastricate e i colonnati.

Con l'avvento del Cristianesimo, nel periodo bizantino furono erette varie chiese, utilizzando il materiale delle costruzioni romane e quindi demolendo splendidi monumenti, prima della conquista araba che avviò un processo di decadenza della città, culminato con il devastante terremoto del 749 d.C.

Ogni anno a Jerash si celebra anche un interessante e movimentato festival internazionale - voluto dalla regina Noor al-Hussein - giunto alla sua XXXV edizione. Qui l'Occidente si fonde con il Medio Oriente: spettacoli di danza, musica ed esibizioni d’arte che coinvolgono tutti e cinque i continenti. Le attività in programma hanno come sfondo le rovine dell’antica città e ultimamente coinvolgono anche altre città, come la capitale.



Petra

Petra, una città completamente scavata nella roccia arenaria del deserto, è a dir poco stupefacente, un connubio fra arte e natura in grado di lasciare chiunque a bocca aperta.

Rappresenta l'immagine più forte e iconica di tutta la Giordania, dove il monumento simbolo più famoso e più fotografato è il celebre Tesoro. Nonostante si possano aver visto tante fotografie o letto diverse descrizioni, è sempre sbalorditivo guardare dal vivo Petra con i propri occhi, una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno, annoverata dall'UNESCO tra i Patrimoni dell’Umanità.

Situata a circa 250 km a sud dalla capitale Amman, si trova in una regione montagnosa e semi-desertica, nascosta tra le rocce, su un altipiano circondato da montagne scolpite nel corso dei secoli da vento, pioggia e terremoti.

Il primo insediamento fu probabilmente edificato nel VI secolo a.C., ma la splendida e spettacolare città scavata nella roccia fu costruita più di 2.000 anni fa dai Nabatei, popolo nomade arabo, esperti conoscitori del deserto e operosi commercianti di spezie e profumi, in particolare incenso e mirra provenienti dal sud della penisola arabica.

I Nabatei si stabilirono nella regione e vi svilupparono una fiorente attività commerciale, in una zona che era un importante crocevia sulla rotta carovaniera, che da una parte proseguiva in direzione di Damasco e dall'altra giungeva ai porti del Mediterraneo, Gaza e Alessandria d'Egitto.

Si stanziarono e trasformarono Petra in capitale del Regno dei Nabatei, arricchendosi con i dazi di transito sul tracciato carovaniero, la compravendita di mercanzie e il rifornimento d'acqua alle carovane.

Il periodo più prospero fu nel I secolo a.C., quando Petra divenne un'importante tappa sulla Via della Seta, non solo per le carovane che provenivano dalla costa occidentale della penisola arabica cariche di incenso, ma anche per quelle dall'India e dalla Cina che trasportavano tessuti di seta.

Ai Nabatei, oltre ad aver reso Petra un'importante e florido centro commerciale, si deve anche il genio architettonico per aver scolpito nella roccia un'incredibile città, con bellissime facciate in onore dei morti, luoghi di culto, templi, palazzi e strade fiancheggiate da colonnati.

Occupata dai Romani, che ne fecero un avamposto, perse progressivamente importanza, fino a essere abbandonata anche a causa del declino dei traffici commerciali. Il saccheggio da parte di bande di predoni e una serie di calamità naturali, quali alluvioni e terremoti, decretarono la fine della città.

Scoprire Petra ha un qualcosa di magico, suscita un'emozione indescrivibile. Anche il fatto che sia nascosta: non si svela dai dintorni circostanti, giace protetta dalle montagne in un luogo inaccessibile e misterioso.

Per raggiungerla occorre attraversare la moderna cittadina di Wadi Musa, uno squallido agglomerato di case costruito lungo il ripido pendio di una montagna, la cui via principale conduce direttamente all'ingresso dell'area archeologica. Percorrendo la città di Wadi Musa si è pervasi da un senso di smarrimento, sembra difficile credere che a pochi passi si sarà sopraffatti dallo stupore dell'incantevole e indimenticabile Petra.

L'ingresso nell'antica città di Petra avviene dopo aver percorso il Siq: una fenditura naturale nelle rocce dove, a seguito delle improvvise piogge torrenziali, si incanalava il fiume Wadi Musa, erodendo e levigando le rocce, nel corso dei millenni.

Attraversare il Siq è un'esperienza unica: quasi 1 chilometro e mezzo di sinuose curve, tra pareti rocciose a strapiombo che in alcuni tratti raggiungono i 180 metri di altezza e in altri si stringono quasi a toccarsi, con colori cangianti che lasciano a bocca aperta. Dopo aver percorso la stretta gola si entra nella città, in un'ampia valle fiancheggiata da alture di roccia su cui sono stati scavati i templi; il primo che si incontra è il sublime Tesoro, in arabo El Khazneh.

Il Tesoro è stato costruito in modo da dare un potente effetto a sorpresa dagli architetti del tempo, che avevano escogitato la trovata scenografica per cui, sbucando dallo strettissimo Siq, si apriva in modo graduale, ma allo stesso tempo estemporaneo, la vista mozzafiato sulla superba facciata del Tesoro: colonne, capitelli, fregi, timpani e statue scavati nell'arenaria dal bellissimo colore rosato.

A seconda dell'ora della giornata l'opera architettonica si mostra con un'infinità di sfumature cromatiche, dal rosa intenso al rosso porpora, con riflessi tendenti all'arancione fino a tenui tinte ocra, accompagnata da giochi di luce e di ombre.

La raffinata facciata, alta 40 metri e larga 28 metri, è articolata su due livelli, di cui il pian terreno presenta, prima dell'ingresso, un ampio vestibolo preceduto da un portico di sei colonne con capitelli di ordine corinzio che sorreggono un architrave e un timpano - finemente decorati con fregi ed elementi scultorei - mentre sul piano superiore sono scolpite figure mitologiche e in posizione centrale è inserito un tempietto circolare con tetto conico, alla cui sommità è posizionata un'urna (la leggenda vuole che all'interno fosse nascosto un ricco tesoro; per questo i beduini hanno chiamato il Tesoro, il monumento più celebre di Petra).

Oltrepassato il Tesoro si apre la valle su cui viveva l'antica città, piena di vitalità, fiorente nel commercio e densamente popolata. Oltre alle centinaia di tombe e sepolcri intagliati nella roccia, tanti sono i monumenti riportati alla luce, a partire dal grandissimo teatro di influenza romana scolpito nella roccia, di cui si ipotizza che la capacità potesse raggiungere gli 8.000 posti.

Il monumento più grande è Ad-Deir, il Monastero, nascosto tra le colline, si raggiunge salendo lungo un ripido sentiero costituito da più di 800 gradini irregolari scavati nella roccia; la struttura ricorda il Tesoro ma è più imponente, spettacolare da qualsiasi angolazione si osservi.

A differenza degli edifici monumentali, realizzati con tecniche costruttive mirate a durare nel tempo, le case, meno solide, non sono sopravvissute, probabilmente distrutte dai terremoti. Particolarmente interessanti sono gli impianti idrici per incanalare l'acqua piovana e convogliarla in grandi cisterne; i Nabatei sapevano gestire con sapienza l'approvvigionamento idrico, un bene fondamentale in un ambiente semi-desertico, la disponibilità idrica era di vitale importanza, sia per uso agricolo sia commerciale, da vendere alle carovane.

Il momento migliore per visitare Petra al mattino presto o tardo pomeriggio quando la luce si diffonde radente sulle rocce conferendo tridimensionalità in un contrasto di ombre e calde tonalità rosa. Per chi sopporta la sveglia prima dell'alba, è un'emozione pura entrare all'apertura del sito, percorrere in solitaria il Siq e ammirare il Tesoro avvolti da un silenzio mistico e surreale.

Molto suggestivo lo spettacolo Petra by Night, che consente di vedere il celebre Tesoro di notte, illuminato da più di mille candele, ascoltando dal vivo melodie di flauto e canti, sorseggiando un bicchiere di tè.



Mar Morto

Mar Morto, luogo magico e unico al mondo. Più che un mare, un grande lago, immobile e muto, le cui coste si estendono sulla depressione più profonda della Terra, a circa 400 metri sotto il livello del mare e le cui acque si inabissano per ulteriori 400 metri.

Nel Mar Morto sfocia il Giordano, il fiume in cui fu battezzato Gesù, le cui acque dolci, nel corso degli ultimi decenni, sono state deviate per uso agricolo e quindi drasticamente ridotte. Le acque del Mar Morto, nei mesi più caldi, evaporano, depositando i famosi sali e sedimenti ricchi di minerali. L'evaporazione dell'esigua acqua dolce proveniente dal Giordano, rende il Mar Morto eccezionalmente salato: fino a 10 volte più salato degli oceani.

Molto suggestivo da un punto di vista paesaggistico: l'immobile distesa d'acqua (lunga circa 70 km e ampia 15) è incastonata tra deserto, rocce, brulle montagne a est, mentre a ovest ha per cornice le colline di Gerusalemme, regalando così splendidi tramonti su Israele e sulla Terra Santa. Le acque verde smeraldo del Mar Morto bagnano Giordania, Cisgiordania e Israele, in un territorio di bellezze naturali in cui scorre la Rift Valley giordana.

Le acque calde e rilassanti, ricchissime di minerali, da cui inoltre vengono raccolti densi fanghi neri, hanno reso il Mar Morto il luogo ideale per una tappa di relax e benessere. Non è da intendersi come un soggiorno di benessere basato su esclusivi trattamenti di bellezza: anche se più o meno tutti gli hotel hanno SPA di livello che offrono trattamenti viso e corpo a base di fanghi, massaggi e vari programmi di bellezza, è il naturale effetto benefico dell'acqua, della terra, dell'aria, a imporsi come protagonista.

Si può godere delle proprietà terapeutiche e curative raccogliendo personalmente i fanghi dalla spiaggia, respirando l'aria densa di bromuro e immergendo, anche se non è facile, il corpo nell'acqua salatissima che renderà la pelle più liscia ed elastica. Il bagno nel Mar Morto è un'esperienza incredibile e divertentissima, impossibile affondare: la forte concentrazione di salinità costringe il corpo a galleggiare a pelo d’acqua, senza il minimo sforzo. Una sensazione unica e spassosa, si sta a mollo e non si nuota; a parte che non è semplice riuscire a nuotare, è fortemente sconsigliato perché uno schizzo di acqua salatissima è una sofferenza per occhi e bocca, il bruciore può diventare insostenibile, così come in presenza di eventuali tagli o ferite.

Il Mar Morto rischia di scomparire, prosciugandosi, è un luogo da visitare prima che sia troppo tardi. La causa è dovuta allo sfruttamento dei pochi immissari che lo alimentano, il Giordano, il Wadi Mujib e corsi d'acqua minori spesso completamente asciutti: l'acqua di questi fiumi da circa cinquant'anni è deviata e sfruttata per l'irrigazione e per soddisfare le necessità di risorse idriche dei paesi che vivono nelle zone circostanti, sia in Israele che in Giordania. Il costante ritiro delle acque sta lasciando al posto dell'acqua un deserto di sale, già visibile nel bacino meridionale, quasi completamente prosciugato e trasformato in saline.

Il Mar Morto consente una vacanza a contatto con la natura, e tale contatto può approfondirsi passando dalle scogliere frastagliate del deserto che si tuffano nel mare alle gole del profondo canyon nella riserva naturalistica del Wadi Mujib, fondata per preservare un'incredibile biodiversità e che può essere esplorata insieme a una guida naturalistica seguendo uno dei vari circuiti, di diversa durata e difficoltà. Vale la pena trascorrervi almeno un'intera giornata, indispensabile per scoprire lo straordinario ecosistema con oltre 300 specie di piante, uccelli permanenti e migratori e diverse specie di carnivori, tra cui lo stambecco e la lince del deserto.

Gli amanti della natura e del turismo sostenibile possono visitare la Riserva della Biosfera di Dana, la più grande riserva naturale in Giordania, che si estende per oltre 300 chilometri quadrati dalle alture orientali che raggiungono i 1500 metri di altezza per poi degradare attraverso i canyon e le gole verso la Wadi Araba. Un territorio che oltre alla ricca varietà di ecosistemi, conserva villaggi neolitici, antiche miniere di rame, acquedotti romani e chiese bizantine.

Come altri siti in Giordania, anche il Mar Morto è uno dei luoghi citati nella Bibbia, come Mar Salato. Secondo molti ricercatori è il lago sul cui fondo dormono i popoli e le città di Sodoma e Gomorra, inghiottite nell'abisso sotto il soffio della tempesta di fuoco e zolfo.




Wadi Rum

Indescrivibile bellezza della natura, deserto con variegati paesaggi, susseguirsi di dune di sabbia rossa, imponenti archi di arenaria, formazioni rocciose, canyon e mari di sabbia, forme e ondulazioni che ogni giorno si trasformano in magici giochi di colori, luci e ombre. Questo è il Wadi Rum.

Si trova nell'estremo meridionale della Giordania, a circa un'ora di auto da Aqaba e a 100 km a sud di Petra. Conosciuto anche come la Valle della Luna, si estende su un altopiano a circa 1000 metri sopra il livello del mare, costellato da imponenti formazioni rocciose che emergono improvvisamente dal mare di sabbia, come risultato di un processo tettonico primordiale, e costantemente scolpite in millenni di erosione fino a modellarsi in torri e archi naturali, creando un'atmosfera quasi fiabesca.

Wadi Rum è racchiuso in un'area protetta e disabitata (a parte il Villaggio di Rum abitato dai beduini coinvolti nei servizi turistici), ma nel corso della storia è stata accertata una continua presenza umana, documentata dalle numerose incisioni rupestri lasciate dai nomadi; l'area era attraversata anche già in epoche precedenti ai Nabatei, essendo una via di comunicazione tra Arabia e Egitto.

Arricchire il viaggio in Giordania con una notte che ha per sfondo il deserto, è un'esperienza rilassante e molto suggestiva, che permette di assaporare il misticismo del deserto, il senso di libertà e di infinito.

Di giorno senza dubbio un po' turistica, con i beduini che si affannano a ricostruire una realtà che non esiste più, tra tour a dorso di dromedario, cerimonie del tè nel deserto e campi tendati con aria condizionata che hanno preso il posto dei ripari di fortuna, ma la spettacolare vista, unica al mondo, che si aprirà davanti agli occhi ripagherà tutto, anche i sobbalzi dei fuoristrada 4X4 che si fanno largo tra la sabbia, le rocce e i pinnacoli, lacerando il silenzio del deserto.

Ed è dall'imbrunire che inizia lo spettacolo più emozionante, al tramonto i colori del paesaggio si infiammano di rosso e la notte il paesaggio diventa delicato con il romantico tappeto di stelle che avvolge il magico chiarore del cielo nel silenzio assoluto, interrotto talvolta dal fruscio dei granelli di sabbia mossi dal vento.

Tutti i campi tendati, da quelli più spartani, con tende di lana di capra e bagni in comune, a quelli più confortevoli, a forma di cupola marziana, con bagno privato e aria condizionata, offrono esperienze in stile beduino, cene con deliziosi piatti locali o barbecue del deserto con patate, verdure, pollo e agnello, cotti in forni sotterranei scavati sotto la sabbia.

Non si può pensare al Wadi Rum senza associare il controverso romanziere, passato alla storia come il mitico Lawrence d'Arabia. Reso celebre dal famoso kolossal cinematografico di David Lean nel 1962, il personaggio è immortalato nell'immaginario collettivo come un eroe romantico, l'ufficiale britannico che, in sella a un dromedario, guida le tribù arabe contro l'oppressore ottomano durante gli anni della Prima Guerra Mondiale, conquistato dallo spirito di indipendenza arabo e dal fascino del deserto.

Sicuramente la storia di Thomas Edward Lawrence è enfatizzata dalla leggenda e dall'abile operazione letteraria con cui Lawrence stesso ha coltivato il proprio mito: I Sette Pilastri della Saggezza, una biografia che raccoglie memorie di guerra tradotte in narrativa. La fama di Lawrence non è mai venuta meno e quindi nell'escursioni in 4X4 non mancano le soste ai punti di interesse con riferimenti storici, veri o falsi che siano, dalla sorgente di Lawrence d'Arabia alla sua casetta di pietra, con lo sfondo dal fascino innegabile dei rossi bastioni di roccia dei Seven Pillars of Wisdom che prendono il nome dal famoso libro.

Altre attrazioni da non perdere nel Wadi Rum sono i canyon, come il lungo e stretto Khazali Canyon in cui sono visibili incisioni nabatee, islamiche e pitture thamudiche o il Burrah Canyon, 5 chilometri di suggestive rocce che si prestano a diverse attività come trekking, arrampicate o cavalcate in dromedario.

Poi gli scenografici archi naturali, come il Burdah Rock Bridge, la cui cima all'altezza di 80 metri si raggiunge con una salita impegnativa che sicuramente merita lo sforzo, o l’Um Frouth Rock Bridge, il più popolare e più fotografato anche per la facilità per raggiungere la cima posta a 15 metri di altezza.

Wadi Rum è una vera attrazione anche per gli alpinisti e gli arrampicatori: molte sono vie di arrampicata, tra cui i Domes di Jebel Rum, Abu Aina Towers, Wisdom Pillar, dove scoprire magnifici angoli nascosti e spettacolari panorami.


Karak

La città di Al-Karak, nota semplicemente come Karak o Kerak, ha origini antichissime e fu un'importante città del regno di Re Mesha di Moab nel IX secolo a.C.

Citata nella Bibbia come Kir Careset e rappresentata nel famoso mosaico della più antica Mappa di Palestina e dei territori limitrofi (VI secolo d.C.) a Madaba con il nome di Characmoba, dopo secoli di oblio tornò a prosperare nel XII secolo, al tempo dei Crociati, quando fu costruito l'imponente Castello di Karak, eccellente esempio di architettura militare medievale.

La bellissima fortezza domina la città ed è racchiusa da una possente cinta muraria munita di torri difensive e il castello, ben conservato, si sviluppa in labirinti di passaggi, gallerie e sale a volta.

I Crociati scelsero di fortificare Kerak in sostituzione del Castello di Montreal costruito a Shobak dal re di Gerusalemme Baldovino I, con lo stesso scopo di postazione militare strategica per controllare e proteggere il territorio a est del fiume Giordano. Inoltre, la posizione era sulla rotta del commercio carovaniero, dai cui dazi derivava un'enorme ricchezza.

Ma solo dopo qualche decennio il castello fu assediato per ben otto mesi dall'esercito del sultano Saladino, il fondatore della dinastia degli Ayyubiti e, dopo la sconfitta dei crociati, Karak passò nelle mani degli Ayyubiti per circa 80 anni per poi essere conquistato dai Mamelucchi.

Entrambi i dominatori modificarono la fortezza, a partire dalla pianta: i Mamelucchi ampliarono il fossato e perfezionarono le solide mura crociate con enormi blocchi di pietra rendendo la roccaforte inespugnabile. Nel corso di varie fasi costruttive furono apportate modifiche sostanziali e ampliamenti in tutti gli ambienti interni, esterni e sotterranei, riorganizzando la nuova città intorno al castello e trasformando il complesso dalla semplice fortezza difensiva crociata a una graziosa Cittadella ricca di edifici prestigiosi tra cui anche una moschea.

Nei secoli più recenti fu usata dall'Impero Ottomano come sede amministrativa e dopo la Prima Guerra Mondiale divenne un centro amministrativo britannico fino alla fondazione dell'Emirato di Transgiordania.

Karak si trova a 130 Km a sud di Amman, a circa 1000 metri di altitudine, e oltre all'imperdibile castello ha i resti di diverse chiese bizantine e una serie di edifici ottomani del XIX secolo restaurati. Nel castello è presente anche un piccolo museo che contiene una copia della Stele di Mesha, oltre a varie ceramiche mamelucche.



Dana Biosphere Reserve

La Dana Biosphere Reserve è una grande riserva naturale che comprende valli, wadi e montagne. Si estende dagli altipiani fino alle aride pianure del Wadi Araba, a circa 70 km a nord di Petra. Spettacolari rocce e alte falesie di arenaria racchiudono un ecosistema sorprendentemente vario, che ospita centinaia di specie di piante, uccelli e mammiferi caratteristici del deserto e non solo, anche rari o in pericolo di estinzione.

Le escursioni sono di diversa durata e difficoltà, i sentieri offrono una varietà di panorami che spaziano dal canyon ai villaggi locali e alle antiche miniere di rame. Alcuni percorsi possono essere affrontati da soli, per altri è necessaria la presenza di una guida.

La riserva naturale di Dana rappresenta anche migliaia di anni di storia: sono stati rinvenuti un centinaio di siti che testimoniano la presenza di civiltà che sfruttavano il suolo fertile e le sorgenti d'acqua nei periodi che vanno dalla fine del paleolitico, al nabateo, romano, bizantino e islamico.

Il piccolo villaggio di Dana è abitato dal 4000 a.C. e l'attuale borgo, di origine ottomana e più volte restaurato, è costruito interamente in pietra e, dopo un periodo di abbandono, solo dagli Anni Novanta è stato servito dell'elettricità e quindi riabitato.

Il recupero del villaggio, come la protezione della riserva naturale mirata a incoraggiare la proliferazione di uccelli e specie animali, è gestita dalla Royal Society for the Conservation of Nature (RSCN) che si pone l'ulteriore obiettivo di sviluppare posti di lavoro ecologicamente e finanziariamente sostenibili per le persone della comunità locale.


In relazione al clima, i periodi migliori per un viaggio in Giordania sono la primavera e l'autunno, in particolare i mesi di Aprile, Maggio, Settembre e Ottobre.
Nonostante le sue modeste dimensioni, la Giordania presenta una grande varietà di climi e la primavera e l'autunno sono ottime stagioni per visitare tutto il Paese, con giornate calde e soleggiate, un basso tasso di umidità e notti fresche. L'unico inconveniente che potrebbe presentarsi in primavera, è il caldo vento proveniente dal deserto del Sahara: il noto Khamsin soffia da sud-est rivestendo di uno strato di sabbia tutto il Medio Oriente, raggiungendo talvolta i paesi mediterranei, in cui è conosciuto con il nome di Scirocco.

L’inverno in Giordania può essere freddo, essendo quasi tutto il territorio su un altopiano di altitudine superiore agli 800 metri: si consideri che la neve ad Amman non è poi così insolita. Anche Petra e il deserto di Wadi Rum possono essere gelidi, soprattutto di notte. Mentre Aqaba garantisce temperature miti intorno ai 20°C anche durante l'inverno. Inoltre nei mesi invernali possono verificarsi improvvise piogge, anche a carattere di rovescio temporalesco e spesso si alza un freddo vento che richiede un abbigliamento adeguato, soprattutto in luoghi come il deserto di Wadi Rum o i vari castelli abbarbicati in cima alle colline.
In piena estate il clima è molto caldo, con temperature diurne che superano più o meno ovunque i 35°C e talvolta raggiungono i 40°C. La Giordania è coperta per il 90% dal deserto e quindi le estati sono particolarmente roventi. Inoltre anche in questi mesi potrebbe soffiare il Khamsin, avvolgendo il paesaggio con nubi di polvere e sabbia. Tuttavia, mesi come Luglio e Agosto sono interessanti per diverse ragioni:

  • si registrano molti meno turisti nel paese, permettendo di visitare i siti archeologici quasi da soli
  • gli hotel offrono tariffe meno costose e spesso offerte promozionali

Infine è importante identificare il periodo del Ramadan, il mese sacro del digiuno, che ogni anno anticipa di circa 10 giorni rispetto al precedente. In questo mese il Paese è visitabile ma molti ristoranti e negozi chiudono al tramonto in modo che proprietari e lavoratori possano mangiare e l'ora di punta pre-tramonto è frenetica, poiché tutti si precipitano a casa per rompere il digiuno con la famiglia, creando talvolta piccoli disservizi in ambito turistico. Inoltre per rispetto del popolo che digiuna, si consiglia di evitare di mangiare o bere in pubblico durante le ore diurne.












Viaggiare in Giordania in Gennaio e Febbraio

Gennaio e Febbraio sono mesi molto freddi in Giordania, con temperature minime di 2-3°C e massime intorno ai 13°C. Altri aspetti sfavorevoli potrebbero essere il vento pungente ed eventuali piogge. Il vento muove la sabbia dei deserti, anche se può rendere il paesaggio di Wadi Rum particolarmente suggestivo e, nei siti più elevati, come i castelli arroccati sulle alture, la visita degli esterni può risultare difficoltosa. La pioggia è molto frequente in Amman, con imprevedibili rovesci che comunque si alternano a giornate soleggiate, con l'inconveniente di rendere talvolta le strade allagate e quindi difficoltosi gli spostamenti. Inoltre, anche se rara, non si può escludere la comparsa di piccoli fiocchi di neve in Amman o Petra. Tenere in considerazione che in Gennaio e Febbraio le giornate sono brevi, il sole tramonta intorno alle 16.30-17.00, e contestualmente si ha chiusura dei siti turistici, quindi è necessario organizzarsi opportunamente per ottimizzare la giornata.











Viaggiare in Giordania a Marzo

Marzo in Giordania è un mese di transizione tra il freddo inverno e l'inizio della primavera; le temperature aumentano gradualmente e le piogge, anche se ancora presenti, tendono a diminuire, soprattutto nel nord, ad Amman e nelle colline circostanti.

Interessante l'aspetto botanico: in marzo le colline e le valli si colorano di verde e i fiori selvatici si esibiscono un po' ovunque, persino nei deserti. La prima metà di marzo vede ancora pochi visitatori, i siti archeologici sono relativamente tranquilli mentre verso la fine del mese il numero di turisti sale bruscamente. Marzo è un ottimo mese anche per escursioni nelle Riserve Naturali della Giordania, tra cui la Riserva di Dana, dove ammirare la fioritura ed esemplari botanici, avvistare mammiferi e stormi di uccelli nella tappa migratoria lungo i loro transiti primaverili.










Viaggiare in Giordania in Aprile e Maggio

Aprile e Maggio sono tra i mesi con il miglior clima per visitare la Giordania: le giornate sono soleggiate, con temperature calde e piacevoli, che difficilmente raggiungono i 30°C, mentre le serate, per via dell'escursione termica, sono fresche, con temperature minime notturne intorno ai 10°C. Gran parte del paese è verde e rigoglioso, soprattutto lungo le valli del Giordano e persino i deserti e le dune esibiscono suggestivi paesaggi ricoperti da un tappeto di fiori selvatici. Anche le Riserve Naturali sono bellissime da esplorare in Aprile e Maggio, i sentieri sono tutti accessibili e offrono scenari mozzafiato valorizzati ancor più dalle splendide fioriture. Il rovescio della medaglia è che Aprile e Maggio sono i mesi con maggiore affluenza turistica in Giordania, i siti archeologici sono affollati e i costi degli alberghi sono tra i più alti dell'anno.












Viaggiare in Giordania a Giugno

In Giordania, Giugno segna l'inizio dell'estate, le piogge si sono esaurite del tutto, il clima è secco e le temperature massime sono alte, superiori ai 30°C, soprattutto se soffia il Khamsin, il caldo vento del deserto. I paesaggi perdono i colori accesi della primavera ma, a parte le località balneari, il numero di visitatori in Giugno è notevolmente ridotto, spariscono le orde di bus turistici, consentendo di visitare i siti archeologici con grande tranquillità.

Inoltre in questo mese le giornate sono le più lunghe dell'anno. Il caldo può rendere molto faticose la visite che presuppongono lunghe camminate, soprattutto Petra, per cui si consiglia di pianificare la visita all'alba, compatibilmente con l'orario di apertura, per approfittare delle fresche ore del mattino. Stesso discorso per Jerash, essendo il sito archeologico totalmente esposto al sole. Anche Wadi Rum è travolto di giorno da un caldo torrido, per cui è consigliabile praticare eventuali trekking all'alba o al tramonto. Un bagno nel Mar Morto è invece un'esperienza piacevolmente rinfrescante, oltre che rilassante.












Viaggiare in Giordania in Luglio e Agosto

In Giordania, Luglio e Agosto sono i mesi più caldi dell'anno, con roventi temperature che spesso raggiungono i 40°C. L'aria estiva è comunque secca, quindi il caldo può sembrare più sopportabile di quello europeo a parità di temperatura ma, per tale motivo, il rischio di disidratazione è alto, quindi è imperativo bere di continuo e fare il più possibile soste all'ombra.

La visita del sito archeologico di Petra, che presuppone ore di camminata, risulta molto faticosa, per cui si consiglia di programmare la visita all'alba, compatibilmente con l'orario di apertura, e ridurla ai siti più importanti o pianificarla su più giorni. Inoltre è consigliabile percorrere a cavallo i 500 metri dall'ingresso all'imbocco del Siq. Anche la visita di Jerash risulta molto faticosa, essendo il sito archeologico totalmente esposto al sole.

Per chi gode di una particolare tolleranza al caldo e ottima salute, i mesi di Luglio e Agosto permettono di beneficiare di irripetibili vantaggi: visitare luoghi e siti archeologici quasi in solitudine e usufruire di tariffe super scontate nelle strutture alberghiere.










Viaggiare in Giordania a Settembre

In Giordania, nel mese di Settembre l'estate volge al termine, le temperature iniziano a calare anche se risultano ancora piuttosto elevate, in particolare lungo la costa, generalmente superiori ai 30°C e il caldo è ancora secco, quindi per alcuni versi sopportabile. Come negli altri mesi estivi, è necessario pianificare le visite nelle ore più fresche della giornata, all'alba e al tramonto, considerando che le giornate tendono ad accorciarsi e di conseguenza anche gli orari di apertura dei siti archeologici.

In settembre la presenza dei i turisti torna ad aumentare, ma ancora non si raggiungono le folle che caratterizzeranno il mese successivo. Tra i siti più popolari, Petra e Wadi Rum sono quelli più esposti all'eccessivo caldo e quindi più faticosi da esplorare, mentre ad Amman e dintorni e soprattutto ai siti e castelli arroccati sulle colline, l'aria tende a divenire con il passare dei giorni sempre più fresca e respirabile. Molto gradevoli e rinfrescanti i bagni nel Mar Morto, anche se tale località nella seconda metà di Settembre potrebbe essere affollata, anche per la concomitanza di alcune festività israeliane. Settembre, come Ottobre, è considerato anche uno dei mesi migliori per le immersioni da Aqaba, in Mar Rosso, per via della calda temperatura dell'acqua, intorno ai 26°C, in grado di offrire un'abbondante vita marina.











Viaggiare in Giordania in Ottobre

Ottobre, insieme a Maggio, è considerato uno dei mesi con clima migliore per andare in Giordania e, di conseguenza, è uno dei mesi che registra il maggior numero di turisti stranieri. Le temperature sono ideali, gradevolmente calde di giorno e fresche di notte, iniziano ad affacciarsi le prime timide piogge, restando comunque piuttosto scarse benché utili per rinfrescare il terreno gravemente inaridito dal caldo torrido dei mesi estivi. Inoltre in Ottobre si placa definitivamente il Khamsin, il caldo vento del deserto che spesso causa tempeste di sabbia. Essendo Ottobre il mese in cui la Giordania raggiunge l'apice nel numero di visitatori, è necessario prenotare con largo anticipo e i prezzi dei vari servizi turistici sono tra i più alti dell'anno.






Viaggiare in Giordania a Novembre

In Giordania nel mese di Novembre le temperature subiscono un drastico calo, escludendo il Mar Morto e la zona di Aqaba, sul Mar Rosso, dove si vive ancora la coda dell'estate, con temperature miti e acque calde. Nel resto della Giordania, il freddo inizia a farsi sentire, anche se ancora non si tratta del pungente freddo invernale e i primi venti pungenti iniziano a spazzare le valli. Anche le piogge iniziano ad essere frequenti, con il beneficio di rendere il paesaggio gradevolmente verde ma con il rischio di causare inconvenienti e allagamenti, come nei mesi più freddi da Dicembre a Febbraio. Comunque le giornate sono tendenzialmente assolate, godibili per qualsiasi tipo di escursione ma, essendo brevi, è opportuno organizzare adeguatamente il programma giornaliero per sfruttare al massimo la luce diurna. La prima parte di Novembre è considerata ancora un periodo di alta stagione, per cui i luoghi turistici più popolari registrano ancora un certo affollamento.








Viaggiare in Giordania a Dicembre

In Giordania il mese di Dicembre segna l'inizio dell'inverno, le temperature si abbassano sensibilmente, la pioggia è molto frequente, con improvvisi rovesci, che si alternano alla comparsa del sole e talvolta si presenta anche la neve. Le giornate sono fredde e brevi, le notti lunghe e gelide, con temperature che possono anche scendere sotto lo 0°C. Anche il freddo vento si alza frequentemente, quindi è necessario un abbigliamento caldo e giacca a vento impermeabile. Il vantaggio è che la presenza turistica è molto bassa, per cui si possono visitare i siti archeologici in tranquilla solitudine








Temperature stagionali (min-max °C) - Precipitazioni (mm/mese)

Località Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Amman 3 - 12 76 4 - 13 70 6 - 16 61 9 - 22 17 13 - 27 4 15 - 30 0 17 - 31 0 18 - 32 0 16 - 30 0 13 - 27 7 9 - 20 35 5 - 14 65
Petra 3 - 13 36 4 - 15 31 7 - 18 25 10 - 22 11 13 - 27 4 15 - 31 0 17 - 32 0 17 - 32 0 15 - 29 0 12 26 4 8 - 20 15 4 -15 32
Wadi Rum 3 - 14 15 5 - 17 10 8 - 20 14 11 - 24 6 14 - 29 2 17 - 32 0 19 - 34 0 18 - 33 0 16 - 32 0 13 - 28 2 8 - 20 6 4 - 15 9
Mar Morto 12 - 18 26 14 - 21 13 16 - 24 12 19 - 28 7 24 - 32 2 26 - 34 0 28 - 36 0 29 - 36 0 27 - 35 0 24 - 31 2 18 - 25 5 14 - 21 11
Aqaba 9 - 20 5 10 - 22 6 13 - 25 5 16 - 29 3 19 - 34 1 23 - 37 0 24 - 38 0 24 - 38 0 22 - 35 0 19 - 32 1 15 - 26 3 10 - 21 5

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